Area Socio Educativa

L’Area Socio Educativa è dedicata alla progettazione e gestione di servizi quali:

  • Sostegno educativo domiciliare
  • Attività riabilitative per le difficoltà di apprendimento
  • Progetti di prevenzione del disagio minorile
  • Attività di animazione e organizzazione di laboratori ludico-formativi per i bambini in età scolare e adolescenti.
  • Progetti per l’inclusione sociale e lo sviluppo di comunità

Servizi

SED (Sostegno educativo Domiciliare)

La Cooperativa Progetto Now dal 2001 gestisce interventi di Sostegno Educativo domiciliare rivolto a bambini e ragazzi con difficoltà personali e familiari, segnalati ai Servizi Sociali, che necessitano di un supporto individualizzato.

Il Sostegno Educativo Domiciliare si presenta come una forma articolata di intervento educativo e sociale a favore di bambini e ragazzi con difficoltà personali e familiari, i quali necessitano di una figura adulta che integri e sostenga le funzioni genitoriali rilevate in difficoltà.

La necessità di introdurre nel nucleo familiare la figura dell’Educatore Professionale nasce dalla constatazione di segnali di disagio del minore, da un’osservazione delle difficoltà, da parte delle figure parentali, di farsi carico dei bisogni del minore, dall’assenza o carenza di una rete naturale che supplisca spontaneamente a tali bisogni. La figura dell’Educatore Professionale viene riconosciuta come significativa per il bambino o ragazzo, infatti raccoglie bisogni o domande presenti nel nucleo familiare, integra funzioni temporaneamente vacanti e, con la sua presenza, cerca di attivare o riattivare le risorse interne o vicine alla famiglia al fine di garantire un migliore equilibrio nel sistema familiare stesso.

L’intenzione di questo servizio è fornire ai bambini e ai ragazzi ciò che può essere utile ad orientarsi nel contesto sociale in cui vivono e nella loro personale fase di crescita, attraverso la costruzione di una rete caratterizzata da educatori che operano con i ragazzi a livello individuale e da un’équipe educativa formata da assistenti sociali, insegnanti e risorse del territorio, con il compito di programmare e valutare l’intervento.

La promozione della condizione dei bambini in carico ai servizi, l’applicazione concreta dei diritti di questi soggetti vengono realizzate attraverso l’implementazione di un progetto modulare, flessibile e quindi capace di essere replicato in contesti diversi e di adeguarsi alle diverse esigenze dei minori e delle famiglie.

Doposcuola

Il doposcuola si configura come un servizio a forte stampo educativo. Per molti anni esso è stato indicato come luogo dove i ragazzi trovavano uno spazio per eseguire i compiti e venivano spesso seguiti da insegnati in pensione, volontari più o meno giovani a volte non sufficientemente formati. Lavorare con i minori significa mettere in gioco una serie di risorse che vanno trovate sia in una predisposizione naturale verso il rapporto con l’altro ma che non possono esaurirsi in questa. Stare con i minori significa anche possedere una preparazione circa il minore che si concretizza nella conoscenza delle sue caratteristiche psicologiche, delle sue fasi di crescita e non ultimo avere una concezione più ampia dei sistemi all’interno dei quali i minori sono inseriti: la scuola e la famiglia, oltre che possedere competenze circa l’apprendimento.

In quest’ottica riteniamo che il compito del doposcuola non possa esaurirsi semplicemente nello svolgimento dei compiti, attività verso la quale i minori andrebbero condotti nell’ottica dell’autonomia e non della dipendenza/delega dall’adulto e verso l’adulto.

Il compito del doposcuola è profondamente educativo nel senso stretto del termine: “ex-ducere”, tirare fuori dal minore le potenzialità, saperle gestire e farle diventare produttive. Condurre il minore verso l’autonomia è un compito importante, è un compito verso il quale le agenzie educative devono tendere e devono compiere nel pieno rispetto del minore e nell’ottica del lavoro di rete: famiglia-scuola-doposcuola.

Centri di aggregazione per ragazzi

Il Centro Aggregativo Ragazzi (CAR) è un servizio educativo rivolto a preadolescenti ed adolescenti idoneo a favorire ed incrementare la socializzazione e la crescita cognitiva ed emotiva dei ragazzi nel rispetto delle fasi e dei ritmi personali di sviluppo.

Il CAR accoglie di norma un’età di soglia, di transizione, che risulta essere un momento cruciale di crescita, in cui i ragazzi e le ragazze attraversano o si preparano ad attraversare grandi trasformazioni e profondi squilibri che raramente sono in grado di comprendere, di dominare e, tanto meno, di elaborare e di comunicare. Ciò all’interno di un contesto sociale che presenta sempre più caratteristiche di complessità e di trasformazione permanente con la conseguente difficoltà, da parte degli individui, di raggiungere in tempi brevi una comprensione dei fenomeni che accadono e si evolvono e delle reali possibilità di inserimento attivo nella società e i giovani sono, tra i soggetti sociali, coloro che più di altri sono chiamati a dover compiere una serie di scelte che determineranno il loro futuro.

La progettualità che coinvolge la comunità giovanile deve prevedere la promozione di interventi strutturati, con obiettivi tesi a migliorare e a incidere sulle condizioni e sulla Qualità della Vita dei giovani, con i loro bisogni specifici, all’interno del contesto ambientale, sociale e culturale di riferimento. Per far ciò le attività proposte ai ragazzi devono essere inserite in un disegno complessivo e articolato, che coinvolga le agenzie educative del territorio e in generale le risorse in esso presenti, collaborando in maniera integrata verso un medesimo obiettivo.

La realizzazione delle finalità del Centro Aggregativo prevede il riconoscimento dei ragazzi quali soggetti attivi, portatori di originali identità individuali e gruppali, titolari del diritto ad essere protagonisti della loro esperienza e del loro sviluppo.

Spazio Neutro – Visite Protette

Lo Spazio Neutro è una struttura finalizzata al mantenimento ed al recupero di relazioni tra figli e genitori non conviventi, nel rispetto dei loro bisogni e dei loro problemi, nell’ambito del conflitto genitoriale, con la funzione principale di “garantire il diritto del bambino a mantenere relazioni personali e contatti diretti in modo regolare con entrambi i genitori, salvo quando ciò è contrario al maggior interesse del bambino”
(Convenzione dei Diritti dell’Infanzia O.N.U., art. 9).

Lo Spazio Neutro si propone come un “contenitore qualificato” per la gestione degli incontri tra il bambino ed il genitore, un ambito nel quale la presenza di operatori adeguatamente formati assuma la funzione di sostegno emotivo al bambino e faciliti il concretizzarsi delle condizioni per un incontro positivo, privilegiando gli aspetti di accoglienza, comprensione e contenimento, supporto pedagogico- educativo, oltre che di osservazione e monitoraggio circa l’andamento degli incontri.

Attraverso lo Spazio Neutro si cerca di favorire il rapporto tra genitori naturali e figli nei casi di famiglie che presentano una pesante conflittualità di coppia, che presentano caratteristiche di particolare fragilità, temporanee o meno, le cui qualità genitoriali siano compromesse o ancora famiglie nelle quali gravi problematiche abbiano causato l’allontanamento dei bambini da casa.

In termini generali, gli incontri protetti si presentano come servizio di appoggio e di tutela nei confronti del bambino e si propongono di riconoscere il bisogno di quest’ultimo di veder salvaguardata il più possibile la relazione con entrambi i genitori e i legami che ne derivano; il diritto a non perdere parte del suo essere figlio, della sua identità, a non smarrire il senso e la continuità della sua storia.

Laboratori nelle scuole

La scuola dei perché è sinonimo di scuola dei laboratori: un luogo di istruzione di stampo “modulare”: aperto, polivalente multispaziale. Se si vuole mettere in soffitta un’aula/classe per sua natura totalizzante, autarchica e claustrale, questa dovrà essere fatta sistematicamente interagire con altri spazi esterni alla scuola – per l’appunto, i laboratori – oppure spazi a lei extra scolastici. Lo scenario formativo dovrà subire una mutazione genetica con l’avvento e la pratica quotidiana dei laboratori. Quindi, il laboratorio come officina di metodo.

All’interno della quale si allenano l’intelligenza e la fantasia, avendo come finalità questo ideale formativo: conquistare il doppio prestigioso traguardo deweyano dell’imparare a imparare e dell’imparare a creare. Per questo, il laboratorio accende risolutamente disco-rosso a qualsivoglia ipotesi didattica preconfezionata, ripetitiva, ingessata. Come dire, progetta e sperimenta i propri Progetti didattici (a base interdisciplinare) tenendo conto della complessa rete delle variabili che interagiscono nei processi formativi. In particolare, il binomio che mira a risolvere dialetticamente la duplice istanza educativa che fa capo sia alle ragioni motivazionali del soggetto che apprende (i suoi bisogni cognitivi, sociali, valoriali), sia alle ragioni culturali degli oggetti di conoscenza (i paradigmi della cultura letteraria e linguistica, scientifica e matematica, artistica e tecnologica, storica e artistica, nonché la loro vocazione generatività trasversale e interdisciplinare).

Di seguito alcuni esempi dei Laboratori sinora attuati:

  • Animazione alla lettura
  • Laboratori interculturali
  • Laboratori ambientali e naturalistici
  • Internet
  • Danza
  • Danza espressivo teatrale
  • Teatro
  • Laboratori musicali
  • Attività intergenerazionali (bambini/anziani)
  • Giornalismo
  • Fotografia

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