Notizie ed Eventi

MILLE VOCI CONTRO IL BULLISMO

La rivista realizzata dagli alunni dell’Istituto comprensivo “Vittorino da Feltre” di Abano Terme
Intervista al Responsabile del progetto, Dr. Luca Fattori

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Ciao Luca, ci racconti come è nata l’idea della rivista?
La rivista Mille voci contro il bullismo è parte di un progetto molto più ampio, denominato “Non solo scuola” e promosso dal Comune di Abano Terme in forte sinergia con l’Istituto Comprensivo Vittorino da Feltre e la Cooperativa Progetto Now

L’idea è nata dall’esigenza di promuovere interventi di prevenzione che mettano gli operatori nella condizione di rilevare precocemente segnali di malessere manifestati dai ragazzi ed intervenire.

La scuola rappresenta infatti uno dei contesti elettivi in cui i ragazzi si esprimono con il loro potenziale e le loro le loro difficoltà. Queste ultime, molto spesso, comportano un disequilibrio dell’andamento generale della classe che si pone dunque come luogo privilegiato in cui raccogliere segnali di malessere sul piano personale, che possono essere affrontati sia sfruttando il potenziale del gruppo sia con interventi mirati a livello famigliare.

Il progetto “Non solo scuola” è attivo dall’anno scolastico 2015-2016 e in questa sua seconda edizione è partito con un’idea a mio avviso lungimirante, ovvero quella di accompagnare le classi maggiormente in difficoltà in un percorso che si articola nei tre anni di durata del progetto. In questo modo il lavoro ha potuto avere un ampio respiro e favorire la costruzione di processi partecipativi con gli insegnanti ed i ragazzi. Il laboratorio è stato strutturato con una metodologia di lavoro basata sulla co-progettazione degli interventi, studiati a partire dalle situazioni specifiche.

Nel corso degli incontri di coordinamento con gli insegnanti prima dell’inizio dell’anno scolastico, sono stati riferiti atteggiamenti “prepotenti” da parte di alcuni alunni. In collaborazione con l’insegnante di lettere, la prof. ssa Laura Zamboni, e con il sostegno della Dirigente, dott.ssa Barbara Stevanin e della vice Dirigente prof.ssa Fiorello, si è deciso quindi di strutturare un lavoro che affrontasse la tematica del bullismo rimanendo comunque agganciati al piano didattico, in particolare alla produzione di testi di diversa tipologia (soggettivo, cronaca, giuridico, ecc..) e così è nata la rivista…

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Come hanno lavorato i ragazzi in questo progetto?

Con la prof. Zamboni abbiamo deciso di puntare molto sul lavoro di gruppo e di utilizzare in parte la cosiddetta didattica capovolta, o flipped classroom: a casa i ragazzi si sarebbero informati sull’argomento da trattare e a scuola si sarebbero “esercitati”. In questo modo avremmo potuto seguirli passo a passo nella realizzazione del progetto. Una volta definita la cornice dell’intervento e dopo aver predisposto tutto il materiale necessario, abbiamo presentato la proposta ai ragazzi. In accordo con la professoressa, abbiamo deciso di non porre particolari limiti alle loro proposte: sono state quindi fornite alcune indicazioni generali (scrivere una pagina di diario, un articolo, un testo che spiegasse cosa dice la normativa, ecc..) lasciando loro la libertà di decidere cosa e come scrivere. Così abbiamo consegnato loro il materiale da studiare, spiegato le modalità di lavoro ed organizzato i gruppi. Il nostro ruolo ha avuto una funzione di guida, di supporto nel favorire i ragazzi a fare alcuni approfondimenti e nello sviluppare le loro idee.

Gli studenti hanno manifestato fin dall’inizio un grande interesse ed entusiasmo per l’attività proposta, in particolare per la modalità di lavoro: molte attività di gruppo e pochi momenti di didattica frontale. Si sono aiutati e stimolati a vicenda, chiedendo in alcune occasioni di poter proseguire a casa il lavoro iniziato in classe senza che fosse loro richiesto.

I ragazzi hanno anche pensato a come dare un seguito a quest’attività. Hanno provveduto alla costruzione di due cassette in cui i compagni della scuola potranno inserire domande e segnalazioni sulla tematica del bullismo a cui potranno poi rispondere attraverso messaggi affissi su una bacheca.

Davvero un risultato interessante! Quali sono secondo te i vantaggi di un progetto di questo tipo?

In generale credo che l’aspetto maggiormente rilevante sia legato al lavoro di rete tra le diverse agenzie educative.

0002 - CopiaI ragazzi trascorrono buona parte delle loro giornate all’interno della scuola e quindi risulta un contesto molto importante per promuovere interventi di prevenzione che non si esauriscano tuttavia all’interno della scuola ma cha abbiano ripercussioni positive in tutti i contesti di vita.

Pensando al lavoro specifico fatto con la classe, i vantaggi sono molteplici a mio avviso. I più significativi sono due:

1) affrontare una tematica tanto importante quanto delicata come quella del bullismo, senza entrare in relazione con i ragazzi in modo verticale. Il ruolo degli adulti, infatti, non è stato quello di dire agli studenti cosa è giusto e cosa è sbagliato ma piuttosto stimolarli a riflettere su quali possano essere le implicazioni di questo fenomeno e cosa potrebbero fare loro qualora si trovassero in queste situazioni, sia da protagonisti che da spettatori.

2) la forte partecipazione, con interventi profondi e per nulla scontati, proprio di quei ragazzi per cui si intravvedeva il rischio di possibili atteggiamenti da “bullo” nei confronti dei compagni. È stata data a loro la possibilità di essere al centro dell’attenzione e vedersi riconosciuti dai compagni e dagli adulti senza dover ricorrere ad altre strategie.

In situazioni di questo tipo, atteggiamenti punitivi e repressivi da parte degli adulti a mio avviso rischierebbero peggiorare la situazione. Se siamo fortunati il ragazzo prende la parte del “cane bastonato” che ha compreso l’errore commesso e cerca di ripartire con un atteggiamento diverso. Questo richiede però, a monte, una sorta di “timore dell’autorità” e anche familiari in grado di accompagnare il ragazzo a comprendere le conseguenze delle proprie azioni. In caso contrario, che a mio avviso risulta il più plausibile, la punizione viene vissuta dal ragazzo come l’ennesima mostrina da fissare sulla giacca e motivo di vanto amici. Questo andrebbe a confermare il ragazzo nella propria immagine di bullo ed allontanarlo ulteriormente dalle figure adulte.

E per te, Luca, cosa ha significato lavorare in questo progetto?

Per me è stato davvero molto stimolante. Ho apprezzato davvero la grande disponibilità e la partecipazione degli insegnanti, che hanno visto in questo progetto un’occasione per stimolare i ragazzi a avere un ruolo da protagonisti all’interno della loro scuola. Dall’altro la voglia dei ragazzi di mettersi in gioco e confrontarsi con entusiasmo su tematiche che in questo momento storico sono coì rappresentate è stata molto molto appagante! Il lavoro con le scuole mi appassiona e la soddisfazione dei ragazzi rappresenta per me la massima gratificazione.

0003Grazie Luca e complimenti per il lavoro svolto!

La rivista realizzata dai ragazzi dell’ICS Vittorino da Feltre è scaricabile qui: Mille voci contro il bullismo – Rivista

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