Laboratori nelle scuole

La scuola dei perché è sinonimo di scuola dei laboratori: un luogo di istruzione di stampo “modulare”: aperto, polivalente multispaziale. Se si vuole mettere in soffitta un’aula/classe per sua natura totalizzante, autarchica e claustrale, questa dovrà essere fatta sistematicamente interagire con altri spazi esterni alla scuola – per l’appunto, i laboratori – oppure spazi a lei extra scolastici. Lo scenario formativo dovrà subire una mutazione genetica con l’avvento e la pratica quotidiana dei laboratori. Quindi, il laboratorio come officina di metodo.

All’interno della quale si allenano l’intelligenza e la fantasia, avendo come finalità questo ideale formativo: conquistare il doppio prestigioso traguardo deweyano dell’imparare a imparare e dell’imparare a creare. Per questo, il laboratorio accende risolutamente disco-rosso a qualsivoglia ipotesi didattica preconfezionata, ripetitiva, ingessata. Come dire, progetta e sperimenta i propri Progetti didattici (a base interdisciplinare) tenendo conto della complessa rete delle variabili che interagiscono nei processi formativi. In particolare, il binomio che mira a risolvere dialetticamente la duplice istanza educativa che fa capo sia alle ragioni motivazionali del soggetto che apprende (i suoi bisogni cognitivi, sociali, valoriali), sia alle ragioni culturali degli oggetti di conoscenza (i paradigmi della cultura letteraria e linguistica, scientifica e matematica, artistica e tecnologica, storica e artistica, nonché la loro vocazione generatività trasversale e interdisciplinare).

Di seguito alcuni esempi dei Laboratori sinora attuati:

  • Animazione alla lettura
  • Laboratori interculturali
  • Laboratori ambientali e naturalistici
  • Internet
  • Danza
  • Danza espressivo teatrale
  • Teatro
  • Laboratori musicali
  • Attività intergenerazionali (bambini/anziani)
  • Giornalismo
  • Fotografia